La novella dei tre anelli

La novella dei tre anelli

 

Il brano al quale, oggi, voglio accostarvi è una novella, a mio avviso, una vera parabola sulla tolleranza, tratta da quel capolavoro letterario in prosa di tutti i tempi che è il Decameron di Giovanni Boccaccio.

Siamo nella prima delle dieci giornate e Pampinea, donna intellettuale e saggia, lascia ai componenti della brigata la libertà di scegliere l’argomento dei propri racconti. E così che Filomena narra, in una parabola già vulgata dal Novellino, raccolta anonima di brevi racconti del tardo Duecento, e dal Libre del conde Lucanor dello spagnolo Juan Manuel, datato 1328, di Melchisedech giudeo e dei tre anelli, dove si esalta il punto di vista più illuminato della religiosità umana: la tolleranza, che rispetta ogni fede in quanto tale, ma a nessuna religione concede il privilegio di considerarsi la vera e unica, superiore a tutte le altre. 

Il tema della terza novella della Prima giornata vede, pertanto, come protagonisti Melchisedech, un usuraio ebreo, e Saladino, il sultano d’Egitto. Dopo essere stato invitato a corte da quest’ultimo, il quale si trovava in difficoltà economiche e voleva del denaro ma non in prestito, Melchisedech è chiamato a esprimersi su quale sia la religione migliore, dovendo scegliere fra quella giudaica, quella islamica e quella cristiana. Il saggio usuraio risponde alla domanda narrando la storia dei tre anelli. Un padre di tre figli possiede una gemma preziosa e, non sapendo a chi donarla, in punto di morte, decide di far forgiare tre anelli identici: solamente uno di questi, però, possiede, la vera pietra preziosa. Poiché i tre oggetti sono uguali, è difficile riconoscere quale sia quello autentico, così, ciascun figlio, immaginando sia quello vero,  deve custodire con cura il proprio anello ma, al tempo stesso, deve rispettare i propri fratelli perché il gioiello può essere posseduto da uno di loro. La storia descritta da Melchisedech gli vale l’amicizia profonda e duratura con il sultano, che decide di non farsi prestare i soldi con una domanda ingannevole.

È evidente come in questa novella vi sia l’insistenza sui valori ideali dell’exemplum e l’elegante e tollerante e razionale metafora dei tre anelli come le tre religioni rivelate: questo è, pertanto, il vero messaggio che ancora ci giunge dal Trecento, secolo medievale, sempre che quest’aggettivo abbia ancora per qualcuno valore spregiativo, ma di certo più illuminato di molti altri.

 

Alessandro Caldarella

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